<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415</id><updated>2011-11-06T22:09:10.228-08:00</updated><category term='Capitolo VIII'/><category term='Capitolo VI'/><category term='Capitolo VII'/><category term='Capitolo IV'/><category term='Capitolo V'/><category term='Capitolo III'/><category term='Capitolo I'/><category term='Capitolo II'/><title type='text'>Il Cerchio, dall'Inizio alla Fine l'Infinito</title><subtitle type='html'>Una storia che si sviluppa in un mondo simile al nostro, dove le vite umane non sono altro che un gioco di inizio o fine</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>8</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-5352461675862909723</id><published>2011-03-04T13:33:00.000-08:00</published><updated>2011-03-04T13:55:13.388-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo VIII'/><title type='text'>[Capitolo VIII] E di notte un sogno...</title><content type='html'>Macario estrasse dalla tasca ancora una volta il biglietto che quello strano figuro dalla voce vellutata aveva lasciato cadere. Lesse nuovamente il nome sul biglietto. Lo pronunciò più volta fra sé e sé, gustandone il suono. Doralice. Chiunque fosse a portare questo nove, doveva conoscerla, senza dubbio. Doralice. Ignorava chi fosse l'uomo così particolare che aveva perso il foglietto che recava questo soave nome, ma l'istinto gli imponeva di infischiarsene. Ora come ora solamente una cosa importava. Doralice. Senza accorgersene aveva percorso la strada del ritorno ed era giunto davanti alla porta della sua dimora. Scostò il chiavistello, prese la chiave dalla bisaccia e la inserì nella toppa. Stranamente era inceppata. Provò a forzare un po', ma temendo di rompere la serratura preferì evitare un uso eccessivo della forza. poiché la serata era tiepida e l'aria molto piacevole si decise a dormire all'aperto, ed il giorno dopo sarebbe andato dal fabbro per domandargli alcuni atrezzi con i quali forzare senza danni la serratura. La notte giunse rapidamente, tingendo l'atmosfera di un colore blu intenso. Blu erano gli alberi in lontananza, blu erano le ombre delle case e blu era anche il cielo, punteggiato da stelle particolarmente luminose. Macario si era accoccolato sotto un albero, poggiandosi al suo tronco ruvido. Ripensò all'ultima volta che si era trovato in quella posizione, porprio il pomeriggio appena trascorso: era accaduto qualcosa di molto strano, ed improvvisamente la sua vita era cambiata. Non sentiva più gli odori come prima, i colori mutevoli gli sfrecciavano davanti agli occhi quando li chiudeva e i suoi pensieri non erano governati dalla sua coscienza, ma piuttosto da un'entità al di là della sua comprensione. Anche il vento che gli carezzava la pelle sembrava stranamente morbido, vellutato. Una gentile brezza che proveniva dal lontano orizzonte e faceva tremare le foglie sui rami degli alberi. Una di queste troppo urtata si staccò da un ramo e cadde sulla spalla di Macario. Egli non la tolse, ma fingendo fosse una coperta leggera, si addormetò cullato dal tepore di una stoffa intrecciata con cellulosa e clorofilla. Prima di addormentarsi la pensò ancora una volta. Doralice. Quella notte qualcuno sognava ed in Empireo ci si accorse di questo. Gli alberi smorti del Sentiero di Empireo vibrarono, si scossero come risvegliati da un sonno profondo. Qualche ciuffo d'erba spuntò delicatamente fra la cenere del Sentiero. I Liberi nei loro sonni da tempo tormentato trovarono sollievo, e sospirarono all'unisono, richiamando l'attenzione di coloro che ancora vegliavano. Gli Schiavi dal canto loro ebbero la sensazione di essere in pace con l'universo. Per un istante non ebbero la necessità di tramare contro ogni entità ed ogni creatura. Anche Amore ebbe questa sensazione, ed emise un leggero rantolo da dietro la porta della dimora di Macario, che teneva bloccata con un catenaccio e qualche dolce parola senza pietà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-5352461675862909723?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/5352461675862909723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=5352461675862909723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/5352461675862909723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/5352461675862909723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2011/03/capitolo-viii-e-di-notte-un-sogno.html' title='[Capitolo VIII] E di notte un sogno...'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-1410543682369957214</id><published>2011-02-04T12:50:00.000-08:00</published><updated>2011-02-04T13:25:46.027-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo VII'/><title type='text'>[Capitolo VII] Felicità non è solo una parola</title><content type='html'>Esistono due modi di dire le cose in Empireo. Il primo modo, quello utilizzato dalla quasi totalità degli abitanti è un metodo per così dire "nascosto". Alcuni, con più coraggio in corpo lo chiamerebbero subdolo. Coloro che invece si sentono molto saggi lo definirebbero criptico. Questa modalità di esprimersi consiste nel non dire o nel dire parzialmente ciò che in realtà non si vorrebbe mai dire. Questo porta gravi crisi ed incomprensioni fra gli abitanti di Empireo. Sarebbe come dire - Il Fuoco di Empireo è splendente - omettendo però sia l'aggettivo, sia il soggetto dalla frase. Particolarmente abili sono gli Schiavi in questo gioco perverso di parole. L'altro modo di comunicare, in realtà quasi mai utilizzato, è semplicemente il migliore. Ogni parola ha il suo significato, e vengono usate tutte le parole necessarie ad esprimere un concetto. Nessuna esclusa. Questo richiede normalmente che uno degli interlocutori sia un Libero, che il concetto da esprimere sia pressoché inutile e che vi sia molto tempo per riuscire ad esprimerlo in tutta la sua chiarezza. Per fortuna Fede era una dei Liberi che amava esprimersi utilizzando questo secondo metodo, o Speranza non avrebbe mai potuto notare la parola vergata in rosso sui ciottoli opachi del sentiero di Empireo. Felicità abbiamo detto. Cosa significasse questa parola, Speranza non sapeva dirlo. Non si riferiva di certo a Felicità, Libero dalla tendenza troppo libertina, che consentiva agli uomini di godere di ciò che non era loro dovuto, in qualunque momento tranne in quelli realmente necessari. Felicità in quel momento aveva un altro significato. Era un indizio, una traccia di Caso, che contrariamente alla sua natura, non rendeva mai aleatoria una scelta. Un indirizzo forse, una strada da percorrere. Sicuramente poteva esserlo, giacché l'accento sull'ultima lettera di quella parola era molto somigliante ad una freccia. Indicava una direzione ben precisa e contrariamente al resto della parola non era già seccata, e l'inchiostro rimaneva libero di scorrere lentamente. Prima la punta di quella strana freccia tendeva a destra, poi a sinistra e poi leggermente di nuovo a destra. Inequivocabilmente puntava il Presente. Una direzione forse? O una scelta da compiere? Felicità poteva essere il cammino da percorrere per raggiungere un nuovo stato dell'esistenza su quel piano di Empireo. Se Speranza si fosse immersa nella vera essenza di Felicità sarebbe ascesa ad una comprensione mai sperimentata da parte di uno di Loro. Difficile in realtà pensare una cosa del genere. In ogni caso, qualunque cosa fosse felicità, di certo tutto portava a supporre che il Libero che portava lo stesso nome doveva essere trovato immediatamente. Questa fu la conclusione di Speranza, la quale, osservata per l'ultima volta la direzione della freccia, prese a seguirla, verso il Presente, eterna dimora di Felicità che mai si manifestava nel Passato e senza dubbio nulla aveva a che fare con il Futuro. Iniziavano a cadere piccole gocce di pioggia sul sentiero di Empireo. Mano a mano che aumentavano d'intensità, il rosso inchiostro sul terreno che componeva la parola generatrice di tanti dubbi andava sciogliendosi. Speranza non sapeva esattamente cosa fosse la parola felicità. Ora era soltanto un rivolo scarlatto che si perdeva fra l'erbetta che cresce fra un ciottolo e l'altro nel sentiero sterrato di Empireo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-1410543682369957214?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/1410543682369957214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=1410543682369957214' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/1410543682369957214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/1410543682369957214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2011/02/capitolo-vii-felicita-non-e-solo-una.html' title='[Capitolo VII] Felicità non è solo una parola'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-5722373715925422286</id><published>2009-04-04T14:01:00.000-07:00</published><updated>2011-02-04T13:25:20.822-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo VI'/><title type='text'>[Capitolo VI] L'amore mai esistito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;"Oh, questo è un giorno veramente buono allora, se mi rivolgete la parola!" disse lo straniero, con la sua voce candida ma inflessibile. Ogni sillaba era come pronunciata la rallentatore. Vi sembrerà strano, ma Macario aveva difficoltà a capirlo, anche se questi parlava chiaramente, scandendo perfettamente la sua pronuncia fatata. "Perché dite questo?" quindi disse Macario "Non credo che io sia così importante da far considerare buono un giorno solo perchè vi ho salutato!" "Io lo credo invece, voi avete qualcosa di speciale oggi, dico bene? Vi siete forse innamorato?". Macario non sapeva cosa rispondere a questa domanda. Sappiamo tutti cosa aveva di speciale Macario, cosa lo rendeva straordinario, ma chissà per quale assurdo motivo, decise di mentire allo straniero. D'altronde, a lui cosa importava degli affari suoi? "Avete ben visto, siete un esperto signor mio. Io ho incontrato l'amore, la più bella donna che mi sia mai capitata sott'occhio!". Lo straniero sembrava palesemente compiaciuto di questo, quasi cercasse di carpire una succulenta notizia da usare per suo vantaggio nei momenti migliori. "Ah, amico mio, posso chiamarvi amico? Devo dire che non c'è nulla di meglio che l'amore per rendere speciale una giornata. Siate benedetto amico mio, siatelo finché potete!" disse ancora lo straniero, porgendo la mano al giovane sognatore novello. Macario la strinse, forse un po' a malincuore. Era vellutata come la sua voce, quasi che il corpo riflettesse ciò che aveva nell'animo. Fu un veloce congedo in seguito, partendo dai saluti dello straniero: "Mi rendo conto che siete occupato a pensare alla vostra dama, quindi vi lascio nella meditazione profonda. Arrivederci amico mio, che Loro vi proteggano!". Quindi i saluti di Macario, più freddi e distaccati: "Arrivederci a voi, buona giornata!". Andandosene, lasciò cadere un foglietto di carta che, prontamente, Macario vide. Come non notarlo d'altronde, visto che dalla tasca del forestiero aveva compiuto un'agile piroetta in aria, e sospinto da una brezza che non esisteva, era atterrato a pochi centimetri dai piedi del giovane. Quando Macario lo raccolse e rialzò lo sguardo, lo straniero era scomparso dalla sua vista, benché vi fossero diversi chilometri di pianura in ogni direzione. Intanto in Empireo, dove il passato regnava, Sapere era ritornato da un suo viaggio. Aveva la strana abitudine, fastidiosa invero, di riportare tutto quello che sapeva. Insomma un gran chiacchierone, un pettegolo, che non perdeva occasione di seminare zizzania fra Loro, narrando gesta ardite, tradimenti e imbrogli a destra e a manca. L'unico che osava tenergli testa era Potenza, che con la sua grande aura di forza riusciva ad intimorirlo almeno un poco. Altrimenti nessuno poteva sapere quando i propri segreti sarebbero stati svelati al grande pubblico di Empireo. Un giorno, un mese o un anno, prima o poi tutti avrebbero saputo dei disastri compiuti nel futuro da Libertà, di ciò che Ira aveva in programma, oppure le sfrenate avventure di Timore e Coraggio, amanti delittuosi che infrangeva una della principali regole di Empireo: non erano permessi rapporti fra opposti. Nessuno sapeva tranne Sapere, che sapeva tutto in effetti. O quasi. Non sapeva perlomeno il futuro, non avendo il dono di Preveggenza. Altrimenti avrebbe saputo che nulla gli avrebbe giovato nel raccontare di un amore fasullo, mai esistito, di un giovane speciale, su cui molti di Loro avevano messo gli occhi. Si sarebbe risparmiato un bel po' di problemi evitando di andare subito da Amore a spifferare tutto, con la sua voce vellutata, le sue vesti semplici ed il suo viso marmoreo, curato come le sue mani candide e lisce come la seta. Macario nel frattempo continuava ad osservare il mondo sotto una nuova luce, ora a piedi nudi, poiché credeva che l'erba fosse molto più godibile senza orrendi calzari che occludessero i piedi. Sapere avrebbe potuto parlare anche di questo con Amore, ma forse non lo avrebbe trovato interessante.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-5722373715925422286?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/5722373715925422286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=5722373715925422286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/5722373715925422286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/5722373715925422286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2009/04/capitolo-vi-lamore-mai-esistito.html' title='[Capitolo VI] L&apos;amore mai esistito'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-4397435628221906859</id><published>2008-02-17T15:47:00.000-08:00</published><updated>2008-02-27T08:43:07.420-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo V'/><title type='text'>[Capitolo V] Primo Incontro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sul nostro cammino in Empireo, dimentichiamo forse che, dopo una profetica pioggia di Sogno, un uomo, dei più mortali che possano esistere, destinato a spegnarsi nel giro di un soffio, prese coscienza della sua vita e del mondo. Macario lo nominai, tale il suo nome. Non si rammenta la sua terra d'origine, ne la si vuol ricordare. D'altronde che importanza avrebbe? Un abitante del ghiaccio, piuttosto che uno del fuoco o dell'acciaio avrebbe significato qualcosa di differente? Non credo. E non crediatelo nemmeno voi. Macario era un uomo semplice, lavoratore, piuttosto verso età da marito che vicino a quella del riposo. Non era un filosofo di certo. Ne un poeta. Tanto meno  un buon credente. Per il primo, egli non aveva pensieri che filosofici si potessero appellare. Per meglio dire. Appellarli sarebbe stato possibile, se questi non li avesse ritenuti parte di quotidianità, rendendoli sterili e immutabili. Per il secondo, egli non avrebbe mai compreso che non sarebbe stata la rima a renderlo poeta, ma la sua ricerca si basava su questo. Componeva, e molti leggevano le opere da lui prodotte. Per non ferirlo lo esaltavano, oppure lo facevano per ingenuità. A volte palese ignoranza. Macario non valeva molto come scrittore, benché sapesse che "ardore" facesse rima con "furore". Un primo passo. Inutile. Per il terzo, egli non era ne buono ne cattivo. Credeva e basta. Non si potrebbe pretendere da un uomo che ha perduto il sogno e la ragione di credere aspettandosi il meglio o il peggio. Egli credeva soprattutto nel fatto di metter un piede a seguito dell'altro per camminare, senza dover per forza osservarli ad ogni passo, In tal modo raramente era inciampato sui suoi stessi passi. Ma quei medesimi passi non lo avevano condotto da nessuna parte. Si deve pur cominciar da qualche piccola regola. Invece no dico io. Questo per il momento il nostro Macario ci rappresenta. Si aggiungerà altro quando verrà il tempo di mostrare al mondo la sua dote. Sta di fatto, che mentre egli era intento ad osservare il mondo sotto nuova luce, come abbagliato da ciò che osservava, all'albero sotto il quale sostava si era avvicinato uno straniero, dal volto pallido e dagli occhi grigi. Se non fosse stato per il pesante manto che portava, si sarebbe potuto credere che fosse una statua di qualche calcarea pietra, perfettamente scolpita, ma poi non levigata dall'artista frettoloso o indolente. Un'opera incompleta lo si sarebbe definito. Macario era assorto nei suoi nuovi pensieri, quando questo straniero, alzando un braccio, (con assai grande fatica a patema d'animo), lo salutò amabilmente, esprimendosi con voce vellutata, quasi che portasse in bocca un batuffolo di cotone che contrastasse il naturale tono di voce. Pareva bizzarro che un simile suono provenisse infatti da quell'uomo. Come capita quando, osservando una persona, ci si convince che il suo nome sia un certo, mentre ci si accorge, o si viene a conoscenza che invece sia un altro. Quell'uomo si chiamerà per sempre come gli compete, che sia o no il suo nome. Così quella voce non apparteneva a quel personaggio, e non gli sarebbe mai appartenuta. Ma come il nome è, così anche la voce. "Buongiorno". Non vi fu alcuna riposta. "Buongiorno!", venne pronunciato quest'ulteriore saluto, con più veemenza. Nemmeno qui risposta. Avvicinandosi a Macario, lo sconosciuto ridisse, con aria palesemente adirata, ma senza darlo a vedere a chi si rivolgeva: "Buongiorno di nuovo, sperando che per voi lo sia. Se così non è, perdonatemi di avervi apostrofato, inculcandovi un giorno che non vi appartiene!". Macario a quel punto fu costretto a girarsi, tanto la voce era chiaramente vicina al suo orecchio. Ma osservando quell'uomo, e sentendo le sue parole, rimase immobile, non riuscendo ad esprimersi. Probabilmente comprendeva il significato, ma entrato da così breve tempo in una realtà che sì gli apparteneva, ma mai aveva conosciuto, gli fu complesso elaborare una riposta altrettanto elevata. Ciò che riuscì a pronunciare fu: "Buongiorno a voi, il tempo è magnifico ora, credo che sia un buon giorno!". Un tentativo modesto, al limite della mediocrità. Ma avrebbe avuto molte occasioni per imparare. Inutile? Forse per una volta, no.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-4397435628221906859?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/4397435628221906859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=4397435628221906859' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/4397435628221906859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/4397435628221906859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2008/02/capitolo-v-primo-incontro.html' title='[Capitolo V] Primo Incontro'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-3893675987039025152</id><published>2008-02-13T06:15:00.002-08:00</published><updated>2008-02-13T06:53:20.539-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo IV'/><title type='text'>[Capitolo IV] Le due Sorelle</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Speranza era ritornata alla sua dimora, non si attendeva altro che pietà da parte di sua sorella. Era la sua specialità. In effetti Pietà la riconfortava, le donava qualcosa in cui credere ancora. Una sorta di simbiosi parossistica. L'una non viveva senza l'altra, e così viceversa. Pietà marciava su Speranza, quando  suoi piani venivano meno, e la riconfortava, donandole la sua essenza. D'altra parte Pietà forniva la materia prima a Speranza. La pietà era il carburante che necessitava per poter ancora vivere. Pietà però non c'era. Assente. Al suo posto si presentò Fede, la terza delle sorelle, quella di certo con la quale Speranza si trovava meglio a discutere. Erano molto simili le due. Speranza si basava su ciò che ella stessa era in grado di creare, poteva sopravvivere pianificando, o lasciando al caso. Il futuro era la sua dimora, il passato vincita o sconfitta inesorabili. Nel presente Speranza non valeva un granché, anzi, non si trovava decisamente. Empireo era diviso precisamente da due assi, che ne delimitavano le circoscrizioni temporali. Quasi tutti erano liberi di agire e muovere i loro passi su ognuna di questa zone. Normalmente si tendeva a preferirne una, designandola come favorita, dove erigere la propria abitazione. Questo in tempi antichi quando ancora ogni giorno nascevano nuovi Altri. Ora si assottigliavano più che crescere. Speranza era una di quelle che si erano rifugiati nel futuro, e quasi tutta la giornata passavano lì, tranne sul territorio neutrale del sentiero, rammentate? Quel sentiero cinereo, circondato da imponenti alberi antichi, ogni tanto macchiato dal rosso colore di Caso. Ebbene, anche Fede aveva la sua dimora in una di queste zone. Ma principalmente nel futuro, ma per un caso rarissimo, anche il passato ed il presente le offrivano il riparo di una magione a sua richiesta. Non molti sopportavano tutti e tre i luoghi, due possibile, uno certo, ma tre...quasi mai. Fede amava il presente. Gli uomini non avevano mai perduto veramente la Fede. Non che questo fosse un bene, anzi. Si affidavano troppo al volere di qualcuno che non li avrebbe ascoltati. Chi riconosceva l'esistenza degli Altri, pretendeva con questo di essere servito e riconosciuto come designato dalla buona sorte. Quanta ingenuità. Fede nel passato ritrovava ciò che di buono si era avverato, un po' come la sorella. Solamente che se una cosa, benché Fede fosse intervenuta, fosse andata male, allora la colpa era sicuramente del genere umano. "Poca fede porta a risultati inaspettati" diceva sempre. Così accolse la sorella Speranza: "Poca Fede..." "Sì, porta a risultati inaspettati...la Speranza no..." la interruppe subitaneamente Speranza. "Non era proprio quello che intendevo dire...almeno non la fine...ma credo possa essere vero..." rispose serenamente Fede. Quindi aggiunse: "Ancora preoccupata sorella? Non hai parlato con Pietà recentemente?". Seguì un breve scambio di opinioni. "Sinceramente non l'ho vista...sembra sparita...camminavo sul sentiero, ma non la incontrai, qui non è presente, nella sua dimora nemmeno...forse vuole evitarmi?" "Che scopo avrebbe? Tu le fornisci un motivo di vita...e lei pure...una cosa che non mi è mia stata possibile..." "Non dire così, non c'è bisogno di commiserarsi...i nostri compiti e le nostre strade divergono, essendo simili gli intenti" "O forse i nostri occhi si sono aperti talmente da non riuscir più ad osservare chiaramente ciò che accade oltre le nubi..." "Questo è possibile...ciò che desideravo vedere non si è verificato..." "Fintanto che osserverai dal lato sbagliato le cose...non me ne stupisco..." "Cosa intendi dire Fede?" "Nulla...ma ti consiglio di percorrere il sentiero da ovest ad est, marciando sul lato sinistro della via...". Le sue ultime parole, non ammisero replica. Quando Fede dava un'indicazione così precisa, ci si poteva affidare ciecamente, e controbattere avrebbe solo avuto la conseguenza di farla irritare, con conseguenze degne da Apocalisse. Alcuni saluti precedettero l'allontanarsi delle due sorelle, ed il dialogo terminò con un'affermazione di Fede, che sì sentì molto spesso da quando nacque, e sentirete finché la sua esistenza non finirà: "Poca fede porta a risultati inaspettati". Quindi colei che aveva pronunciato questa parole con passo leggero si inoltrò nel vicino boschetto rorido di rugiada, mentre la sorella Speranza, correva a perdifiato verso il passato, per trovare le ragioni della sua esistenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-3893675987039025152?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/3893675987039025152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=3893675987039025152' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/3893675987039025152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/3893675987039025152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2008/02/capitolo-iv-le-due-sorelle.html' title='[Capitolo IV] Le due Sorelle'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-6703006346141833310</id><published>2008-02-05T11:21:00.001-08:00</published><updated>2008-02-05T12:09:40.124-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo III'/><title type='text'>[Capitolo III] Quando il vento soffia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;&lt;/span&gt;Sulla Terra non tutti credevano all'esistenza di Empireo e di Loro. Chi subiva o godeva dei loro servigi poteva credere. Alcuni con fervore, tentavano di adorarli. Ma altri, pochi invero, non prestavano attenzione ad alcun segno. Speranza sapeva questo, e da quando Sogno era morta, il suo volto era divenuto pallido, pallido ma offuscato da un alone di tristezza. Benché Tristezza fosse insieme a suo figlio Malinconia per il mondo, a confortare poeti e musicisti, Speranza sentiva la sua mano vicina. Ancora camminava per i sentieri di Empireo. Nessuno sembrava uscito dalle proprie dimore quella mattina. Solo Caso, come sempre senza apparente motivo, passeggiava, saltando da una pietra all'altra, segnandole con un colore, rosso violento sul terreno color cenere. Pareva che il suo passaggio seminasse la brace che sepolta ritornava alla luce, brillante e vivida. Lo vide Speranza, lo salutò cordialmente. Nessuno andava molto d'accordo con Caso. Non che lo si odiasse, ma nemmeno lo amavano. La sua sola presenza obbligava ad annullare scopi o progetti, giacché quasi certamente sarebbero stati scombussolati. Eppure avveniva raramente. Proprio questo infastidiva. In ogni caso si pensava ad altro, e poi nulla mutava. Irritante insomma Caso. Quella mattina era felice come sempre. L'unico che frequentava Caso era Aria, una delle entità più bistrattata di Empireo. "Guardate, Aria ha perso di nuovo la sua veste!" Le dicevano, e subito dopo lei, ingenua da sempre, chinava il capo per constatare. Mai vero, gli altri burloni approfittavano della distrazione per sfilarle un fermacapelli, e giocare crudelmente con lei. Caso non era così. Proteggeva con la sua aura la povera Aria, facendo arretrare chiunque fosse nei paraggi. Su di lui si raccontava che alla morte di Sogno, si trovasse nei paraggi. Per questo da quel momento era anche un poco temuto. Quel particolare giorno Aria giocava tranquillamente sulla soglia della sua casa, una sorta di fungo lucente, costeggiato da un selciato di foglie sempre gialle. Caso apparve da dietro un angolo, volendo salutare l'unica sua amica. Con troppa foga, per il desiderio di incontrarla svoltò però, e lei, sempre un poco intimidita da improvvise apparizioni, cadde al suolo, sulle foglie gialle, spaventata. La sua veste muovendosi scosse l'atmosfera intorno a se, e liberò un gentile refolo, che si disperse oltre le nubi di Empireo. Cessò subito la paura, notando che si trattava di Caso. I due si abbracciarono, sorridendo l'uno osservando gli occhi dell'altra. Intanto il leggero refolo, superando le nubi si era trasformato in una brezza gelida, che calando veloce sulla Terra, incrociò la traiettoria di un giovane, che come pausa dal duro lavoro dei campi, si godeva la freschezza delle fronde di un albero solitario. Il terreno risultava umido al tatto per la recentissima pioggia, e l'ombra, dopo molto Sole cocente, non poteva che essere piacevole. Il nome di quest'uomo è Macario. E mai nome fu più corrisposto nella vita dagli avvenimenti. Sta di fatto che, mentre Macario si godeva il fresco, la brezza gelida derivata da Aria in Empireo, colpì sia il giovane, facendolo rabbrividire, sia un ramo dell'albero sotto il quale giaceva, sul quale, una foglia pendente, lasciò cadere gli ultimi residui di pioggia. "Oggi anche il vento ce l'ha con me..." fu il primo pensiero di Macario. Fu subito interrotto dalla strana sensazione di essere divenuto qualcosa di differente dal solito, un essere nuovo. Dopo qualche tempo, egli era l'ultimo uomo a poter di nuovo sognare. C'è da spiegare come questo accadde? E  nel frattempo che egli, prendendo coscienza della sua nuova condizione, si beava di ciò che la mente, oltre una grigia cortina riusciva a vedere, Speranza osservava i sassi colorati da Caso, su quel sentiero cinereo. All'improvviso, nemmeno lei seppe come, gocce di pioggia caddero dal cielo di Empireo. Sciolsero la tintura coloro rosso acceso, e la trasformarono in rivoli veloci e sottili. Mano a mano che la pioggia terminava di cader, i rivoli si univano ad altri, e ben presto tutti i ciottoli toccati e tinti da Caso, vennero uniti da strisce d'acqua rossastre. Speranza stupita da quello spettacolo, osservò meglio il curioso disegno. Da Caso ci si poteva attendere di tutto. Ma quei segni non avevano alcun senso, non rappresentavano nulla. Delusa Speranza si allontanò, per ritornare nelle sue stanze. Davvero frastornata dalla morte di Sogno. Sarebbe bastato voltarsi nella direzione opposta, per notare che il singolare disegno, altro non rappresentava che una semplice parola, che da molto tempo non si usava...felicità...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-6703006346141833310?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/6703006346141833310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=6703006346141833310' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/6703006346141833310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/6703006346141833310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2008/02/capitolo-iii-quando-il-vento-soffia.html' title='[Capitolo III] Quando il vento soffia'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-3029578656530092778</id><published>2008-02-04T11:53:00.000-08:00</published><updated>2008-02-04T12:17:38.738-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo II'/><title type='text'>[Capitolo II] Il Sogno continua a vivere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;La cerimonia fu di breve durata, i partecipanti andarono via silenziosi, sentendo dentro di loro che questa perdita avrebbe scosso le sorti del Mondo, e forse anche dell'Empireo. Nessuno sapeva spiegare perché, ma un grande vuoto si era creato. Non lo stesso che Vuoto, con le sue grandi ambizioni poteva portare, ma un vuoto nostalgico, vivido. Anche gli Schiavi avevano dei sogni. Ora potevano soltanto contentarsi di procedere con i loro temibili progetti. Intanto Speranza, ritornata alla sua celeste dimora, ricordava i momenti passati insieme a Sogno. Amavano camminare tranquillamente per i lunghi sentieri che l'Empireo metteva a disposizione dei suoi abitanti. Potrebbe sembrare strano, di certo è così. Costeggiati da alberi, pioppi e salici, i rami piegati verso il centro di tutto l'Universo, le foglie color di pioggia, oppure brune come la ruggine. I tronchi nodosi erano simili ai volti di anziani, così temprati dall'età, eppure così fragili, che anche una delicata brezza avrebbe potuto stroncare. Tronchi cavi, la corteccia armatura senza corpo, protezione per ciò che da tempo se ne andò. E lì, Sogno e Speranza passavano le giornate, cullate da una brezza che scompigliava i loro lunghi capelli. erano molto simili loro due. Gli stessi occhi lucidi, che vedevano oltre la ragione e le comuni passioni. erano sagge, non c'è dubbio, ma sapevano giocare tra realtà ed immaginazione. Sogno mostrava mondi mai esistiti, dava loro vita in remote parti dell'Universo. Speranza confortava le creature di questi mondi, quando esse erano colpite da Dolore o Sfortuna. Solo Tragedia rimaneva imbattibile, lui, con la sua spada di fuoco, pronto a colpire senza preavviso. Non si mostrava mai, ne in empireo, ne in Terra. Nessuno tra Loro sapeva dove abitasse. Forse non era altro che un ramingo, un vagabondo errante senza volontà di vita, senza meta ne felicità. Così sfogava la sua frustrazione sulle creature più deboli di lui. Speranza alimentava anche gli uomini, i loro cuori bisognosi. Avevano capelli lunghi e setosi, brillanti al caldo fuoco di Empireo, creato unendo le più limpide stelle del cosmo. Abiti leggeri, sollevati dal vento, mostravano la loro pelle delicata e lucida, ricca di vitalità. Muscoli tenaci, passo lieve ma incessante. Amavano davvero camminare insieme. Si beavano della vista di un Mondo, che, benché non fosse proprio perfetto, manteneva un equilibrio che lo rendeva meraviglioso. Ora Speranza però cammina sola, per quei sentieri. Il vento è rimasto, gli alberi un poco più vecchi, il fuoco ancora splendente. Ma Sogno se n'è andata, lasciando un vuoto. Le sue polveri vagano, su venti cosmici e tempeste solari, spinte in remoti angoli della Terra. Spinte verso una sorte migliore di quella che è sempre stata. Schiavi e Liberi continuano la loro esistenza. Intanto, sulla Terra, qualcuno assiste ad uno spettacolo che non si ripeterà mai più in tutta la storia dell'universo, e che mai nessuno aveva osservato. Dopo una violenta pioggia, un arcobaleno si forma in cielo, brillante come il Sole. e sotto di esso, mille e più gocce d'oro cadono al suolo, frantumandosi una volta toccata la nuda terra, o il fango freddo ed insensibile. tutti dimenticarono velocemente quell'episodio, chi per svogliatezza mentale, chi trasformandolo in leggenda. Speranza era affranta, convinta fino all'ultimo di aver avuto la giusta consolazione. Ancora una volta si era compiuto un crudele fato. Che tristezza. Strano però, che Speranza, con la sua vista così acuta nell'osservare il cambiamento che porta alla felicità, non abbia notato una piccola goccia, che caduta sulla foglia di un albero, attende inevitabilmente di precipitare a terra. Quella piccola essenza di Sogno, che in precario equilibrio attende. Non fece caso Speranza a questo miraggio di vita, questo flebile ritorno di gioia. Intanto il vento tirava ancora per i sentieri di Empireo, le foglie imbrunivano, assomigliando sempre più alla cenere, mentre i rami, si piegavano stanchi al suolo, creando un tappeto grigio su cui Speranza camminava, ricordando di tanto in tanto, Sogno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-3029578656530092778?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/3029578656530092778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=3029578656530092778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/3029578656530092778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/3029578656530092778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2008/02/capitolo-ii-il-sogno-continua-vivere.html' title='[Capitolo II] Il Sogno continua a vivere'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2382928831167840415.post-4802584883130415723</id><published>2008-02-03T14:08:00.001-08:00</published><updated>2008-02-13T06:14:32.275-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Capitolo I'/><title type='text'>[Capitolo I] Di Stelle e di Anime</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Inizia così. Con quelle due parole. Una storia semplice, per molti versi. Per altri assurda, malinconica. Terribile. Una vicenda che l'uomo ha già vissuto, internamente nel suo spirito, o nel corso della storia. Terribile storia. Ci viene narrato in molti modi, di come l'universo, la vita, l'uomo vennero creati. Creati dicono. Nessuna esistenza prima. Tranne Lui. Non conosciamo il suo volto, abbiamo inventato il suo nome, la sua storia. Non sappiamo nulla di lui. Come possiamo pretendere che ci ami? Considerando tutto...è più probabile che noi, siamo odiati. Questa storia parlerà anche di Odio. Un sentimento che si trasformerà in un perverso gioco, ad opera di Lui. O meglio, di Loro. Ma chi sono Loro? I nomi come sempre vennero inventati. I volti mai conosciuti. E la loro storia...eh, quella non è che noia. Loro si situano in Empireo, il cielo sopra di noi. Un cielo chiaro, ricco di stelle, costellazioni, anime. Alcuni di loro si beano di queste visioni. Li chiamiamo i Liberi. Quelli che rimangono, la maggior parte precisiamo, covano rabbia, rancore e perfidia. Sono gli Schiavi. Che ironia. Gli Schiavi reggono il potere di Empireo, i Liberi ne subiscono le sorti. Morte è uno di questi. Egli è Libero. Non dai suoi doveri. Porta sollievo all'umanità, le dona dolore, ma consentendone lo sviluppo, la crescita, evitandone l'appassimento. Ma chi capisce Morte? Gli uomini lo considerano uno degli Schiavi, perché nei suoi gesti vi sarebbe odio nei confronti di coloro che subiscono la sua decisione. Sciocchi gli Uomini, non trovate? Invece prendiamo Amore. Lui si che è uno Schiavo come si deve! Patetico, nel suo buonismo, nei suoi modi gentili e delicati. Perfido all'osso. Se avesse ossa. Indovinate cosa pensano gli uomini di lui? Avete ragione, proprio così. Eppure in cosa consiste la sua bontà? Certamente è buono che l'amore sfoci come un fiume in piena, travolgendo i cuori assetati. Ma, credo che un fiume, sia forse un po' troppo per un assetato, no? Chi beve con troppa avidità, finisce per star male. Portare dolore è la principale attività di Amore. Apparente gioia. Illusione diciamo. Una via di mezzo. Il sogno piace molto agli uomini. Ah, dimenticavo, Sogno è morta. Poverina, non ha resistito alla visione degli uomini che perdevano a poco a poco la loro immaginazione, per tuffarsi in un circolo di materialità e perversione intellettuale. Le è venuto un infarto. Tutti gli Altri erano sorpresi. Mai visto uno di Loro morire, men che meno per un piano fallito. E così le file dei Liberi si assottigliano. Sempre di più. Come il loro potere. Quasi una malattia, un germe maligno, un cancro irrefrenabile, un parassita che tutto il sangue risucchia. Sogno si è dispersa, in mille frammenti di polvere. Erano tutti molto tristi quel giorno in cui accadde. Tutti amavano sognare in fondo. Liberi e Schiavi. Almeno agli ultimi rimaneva la possibilità di nuocere al mondo. Meglio di niente avrà pensato Amore. I resti di Sogno vennero gettati oltre la coltre di stelle di Empireo, perché si disperdessero sulla Terra, dimora degli uomini. Tutti erano presenti quel giorno, ad osservare. Speranza era in prima fila, le mani incrociate, credendo veramente nel futuro, in ciò che sarebbe potuto accadere da quel gesto. Era stata una decisione dei Liberi, ma gli Schiavi avevano acconsentito. Senza accorgersi di nulla. Speranza era lì, insieme a sua sorella Fede. attendevano un segno, che giungesse dagli uomini, oltre una coltre di stelle ed anime.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2382928831167840415-4802584883130415723?l=ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/feeds/4802584883130415723/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2382928831167840415&amp;postID=4802584883130415723' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/4802584883130415723'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2382928831167840415/posts/default/4802584883130415723'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilcerchioiniziofineinfinito.blogspot.com/2008/02/capitolo-i-di-stelle-e-di-anime.html' title='[Capitolo I] Di Stelle e di Anime'/><author><name>Gael</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13738804766604045669</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://bp2.blogger.com/_UyY3i1pQgjo/R6Y4gIUiTKI/AAAAAAAAAAM/M-5t10wdrFA/S220/IMG_2235.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
